mercoledì 15 giugno 2016

AMORE (Il problema dell'integrazione del raggio d'amore o sesto raggio cosmico)



Avevo già affrontato il tema del problema dell'integrazione del sesto raggio cosmico in questo articolo (http://chiaralampo.blogspot.it/2015/12/leggimi.html) e ancora prima avevo iniziato ad affrontare il tema dell'amore in quest'altro articolo http://chiaralampo.blogspot.it/2013/10/amore-glows-in-dark-arte-che-si.html .
Torno a parlarne e per farlo mi appoggio allo strumento che nel tempo si continua a rivelare ottima bussola, con ago puntato alle energie di Sirio.
Lo strumento è il Tarot.
Nel Tarot l'energia del SESTO RAGGIO COSMICO è ben rappresentata dalla fila 6, che si sviluppa in verticale e comprende tre carte o passaggi fondamentali: VI/XIII/XX.


In questo articolo cerco solo di dare un piccolissimo contributo alla comprensione della prima tappa, la tappa numero VI.

Il VI è L'AMOREUX.



Tutti conoscono la parola Amore, nessuno o pochi hanno intuito quale sia il reale significato di questa parola.
Osserviamo la carta.
Un uomo in mezzo a due donne, che lo tirano ognuna dalla propria parte.
La donna sulla sinistra ha un'ala rossa che ricorda l'ala di un demone.
La donna a destra ha un'ala azzurra, che ricorda l'ala di un angelo.
Interessante anche l'intreccio delle mani. "Come si vede, le interpretazioni sono inesauribili. E tutte quante ci portano a dire che l'Innamorato è una carta di relazione che rappresenta l'inizio della vita sociale" (Alejandro Jodorowsky, la Via dei Tarocchi).
Voglio fare un raffronto tra questa carta e la rappresentazione di Ercole al bivio.



Dice Panovfsky nel suo saggio "Ercole al bivio": «Il giovane Ercole si trova da tutt’altra parte che a un “bivio” ma, incalzato dai dubbi su quale “via” intraprendere nella vita, si è appartato in un luogo solitario non ben precisato, dove se ne sta in meditabondo raccoglimento. Ecco allora apparirgli due donne dai tratti riconoscibili, “grandi”, vale a dire due figure ultraterrene. L’una, riconosciuta da tutti come Virtù, ha un aspetto sano e nobile, veste di bianco: la pulizia dello stile è il suo unico ornamento, ed essa si avvicina con sguardo modesto e portamento pudico. L’altra, al contrario, conosciuta dagli amici come Felicità, dai nemici come Vizio, ha forme morbide ed esuberanti, truccata, così da sembrare più bianca e più rossa di quanto non sia nella realtà, e con un portamento che dà l’illusione di una figura ben più eretta di quanto non sia: si guarda intorno con occhiate
impudiche, mentre le vesti non lesinano la vista delle sue grazie. In due discorsi e in una replica entrambe gli promettono, ciascuna a modo suo, di condurlo alla felicità – l’una mediante il piacere e l’ignavia, vale a dire percorrendo la via “più piacevole e comoda”, l’altra attraverso fatiche e pericoli, e cioè salendo per un sentiero “lungo e difficile”. La decisione di Ercole ci è nota»

Se si raffrontano le due raffigurazioni si capisce subito che trattasi della medesima esperienza.

Chi intraprende un reale percorso di crescita e di ricerca interiore, a un certo punto si trova di fronte alla scelta.

Ma scelta tra cosa? Una visione cattolica direbbe subito: tra vizio e virtù.

Dice Osho: "Con l'amore, per la prima volta l'anima sorge in te. L'ego scompare e sorge l'anima..."

Il primo contatto con l'energia di amore è in realtà un primo contatto con la propria anima.
Si tratta di un'esperienza che, nel linguaggio del Tarot, si compie in tre fasi.
La prima è appunto la fase della "scelta". Ma quindi, scelta tra cosa?
Scelta tra seguire le due parti della nostra natura. La parte animale, che ci spinge verso un'esperienza di attrazione fisica, e la parte spirituale che ci spinge verso un'esperienza di morte e trasformazione.
Certo, le due opzioni non si escludono a vicenda, ma nell'esperienza spirituale vanno riconosciute come tendenze distinte, si potrebbe dire che rappresentano due movimenti, uno orizzontale e l'altro verticale.
Bisogna far notare che nella carta del Tarot è presente un angioletto che sta scoccando una freccia in basso, le interpretazioni possono essere molte, in maniera giocosa possiamo vedere Cupido che ispira pensieri volti a orientare il personaggio verso la propria anima....
La prima tappa è quindi relativamente semplice, si tratta solo di riconoscere dentro se stessi i due movimenti. Una volta riconosciuti, si può decidere quale dei due seguire.
Quello orizzontale, ci conduce verso le gioie terrestri, quello verticale verso un'esperienza terribile e dolorosa conosciuta come "morte dell'ego" e rappresentata dalla seconda carta della colonna VI, L'arcano XIII..... (continua)